• Cody Whitman

31 agosto 2018 - E’ un lonely planet per i turisti per caso in cerca dei locals



Tutti i turisti del mondo vogliono essere viaggiatori ed esploratori e la prova di questa trasformazione e’ diventata l’ossessione collettiva di scoprire i bar e i ristoranti tipici, la bottega vintage o il banchetto del pesce dei “locals”.  Gli americani vanno letteralmente in brodo di giuggiole quando riescono a bere un bicchiere di rosso seduti in un’osteria nel Senese in compagnia dei vecchi che si fumano il toscano e gli italiani, a loro volta, impazziscono taggandosi su instagram, seduti al bancone di un saloon con i cowboys in Texas o in Arizona.

Avendo ascoltato per oltre 30 anni i commenti e i resoconti di migliaia di Italiani in vacanza in America, mi permetto alcuni consigli e considerazioni per chi sta per venire da queste parti e vuole veramente scoprire un angolo sconosciuto, un locale tipico, un sentiero pittoresco. In base alla mia esperienza, in gran parte dei casi, le guide turistiche, i siti di viaggi piu’ diffusi ed i GPS sono ideali per sapere quali attrazioni evitare o comunque cosa visitare gia’ preparati a code, circondati da una giungla di selfie sticks, con il solito gruppettino di  vacanzieri che pensano di saperla piu’ lunga di tutti ma che invece ti fanno subito pensare che forse neanche Fantozzi si sarebbe presentato a Rodeo Drive con la felpa A & F a caratteri cubitali. Con l’esclusione - almeno in parte - di New York e Chicago, gran parte degli americani, indipendentemente da reddito, professione, etnia o preferenze politiche, vive nei cosidetti e spesso denigrati “suburbs”, cittadine e paesi di varie dimensioni all’esterno delle aree urbane. Per cui se siete davvero alla ricerca del saloon tipico, cercarlo a Times Square o nel centro di Los Angeles non e’ una strategia vincente; esplorate invece i sobborghi e i quartieri che in Italia sarebbero di periferia, troverete le vie commerciali e i “downtown” dove in realta’ si svolge gran parte della vita sociale dei residenti. Ecco alcuni esempi per le destinazioni piu’ gettonate dal pubblico italiano: Miami Beach e’ divertente ed entusiasmante, ma se volete trascorrere qualche ora in pace senza essere circondati dai gitanti in canottiera e scooter, passate il ponte su Biscayne Bay e visitate Coral Gables o Fort Lauderdale o ancora Boca Raton. Lo stesso vale per Los Angeles: andate a scoprire le Beach Cities, o Pasadena, la vecchia dama della California piu’ nobile, e non fermatevi troppo a Hollywood Blvd, passato di moda gia’ quando Greta Garbo era famosa, che continua ad attirare solo ed esclusivamente turisti e teen-agers scappati da casa. Questo consiglio vale anche per New York City, città che in prima battuta potrebbe sembrare un unico centro “… un po come Milano! potrebbe capitarvi di sentir dire a Time Square affiancandovi a qualche milanese , in realta’ e’ una metropoli  divisa in decine di comunita’ e quartieri, ognuno dei quali ha una propria personalita’, stile e tipo di residenti. Siamo d’accordo, doveroso farsi il selfie a Times Square per far ingelosire i colleghi o la ex moglie, ma poi andate nell’Upper East Side, il Bowery, Green Point nel Queens o Hoboken, che e’ ad una sola fermate di Metro, in New Jersey, ma potrebbe essere il Midwest. A San Francisco,infine,  serve davvero trascorrere l’intero soggiorno a comprare felpe al Fisherman’s Wharf, invece di esplorare le bellissime cittadine di Marin County o della East Bay? Italiani in vacanza all’estero, combattete l’atavica paura italica che far sentire sicuri dentro le  mura, e lanciatevi in una gita fuori porta! Per scoprire i locals, bisogna anche capire e adattarsi ai ritmi della loro vita; cosi’ come a Barcellona bisogna uscire per cena non prima delle 11,  per trovare un po’ di azione in gran parte degli Stati Uniti meglio abituarsi a cenare presto (si, veramente presto) per non ritrovarsi alle 9 di sera seduti da soli al tavolo con il cuoco infastidito che sperava di avere gia’ finito la giornata. E poi tutti si lamentano che ci sono troppi turisti, che a Times Square tutti parlavano italiano, per arrivare al commento dell’intellettuale Sartori, che poche settimane fa sul Corriere della Sera ha commentato che “insomma, in estate si capisce che siamo in troppi”, intendendo l’intera popolazione della terra. Forse a Sartori nessuno ha mai consigliato di provare l’ indescrivibile solitudine e vastita’ del  Mojave Desert o del Texas Panhandle! Ma si sa i turisti sono troppi solo in certi posti, perche’ tutti alla fine visitano le stesse destinazioni, guidati anche nei viaggi dalla mania della griffe - tendenza  esasperata dall’inevitabile esibizionismo sui social - e da una ricerca assurdamente spasmodica della finta originalita’, meticolosamente studiata sulla guida Lonely Planet, il Baedeker del 21 secolo (Lonely, really?, mai aggettivo fu cosi’ ironico!), Insomma, gli originali sono sempre una minoranza, per cui se volete davvero scoprire quel posto unico e speciale in California, non mancate la canonica visita a Sausalito, dove ci sono tutti ma proprio tutti come a Cortina a Natale, ma abbiate poi il coraggio di abbandonare il gregge e andate a godervi la pace ed i paesaggi indimenticabili del parco costiero di Point Reyes, in Marin County.

Vi aspettiamo a San Anselmo, nel cuore della California che non ti aspetti.

A presto, Cody Whitman

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